Convegno Emergenza Sisma

Ad un anno dal sisma, che ha colpito la nostra terra, abbiamo pensato e organizzato un convegno come uno spazio e un luogo dove alcuni dei professionisti e dei volontari di Protezione Civile intervenuti nell’emergenza Sisma 2016 potessero confrontarsi con noi e tra loro.

Quando il comitato organizzativo di:
Emergenza sisma – Il ruolo delle associazioni di psicologia dell’emergenza nel sistema di Protezione Civile regionale”, #SIPEM_Conv di Sipem mi ha chiesto di collaborare alla progettazione della comunicazione social, assieme alla normale presenza nelle piattaforme Facebook – Sipem sos marche, Twitter SIPEM SoS Marche e LinkedIn Sipem sos, ho proposto la conduzione di brevi videointerviste ai relatori del convegno stesso.

In questo tempo lungo che scorre lento, dal sisma ad oggi, l’idea di girare queste interviste è scaturita dalla necessità di dare voce diretta e senza quasi nessuna interferenza ai professionisti intervenuti in soccorso alle popolazioni colpite.

Nel tempo sino ad ora trascorso molte delle comunicazioni, delle notizie, delle “urla” provenienti dalle zone colpite sono state caratterizzate da stili troppo spesso sensazionalistici, e di strumentalizzazione in un’ottica socio-politica, niente di nuovo nel panorama contemporaneo.

Ho quindi valutato di usare il mio metodo di lavoro, che fa riferimento al concetto di postura psicoanalitica, (vedi A. Clarici, e A. Zanettovich) cioè quell’…”attitudine mentale, sia conscia che inconscia, con cui ci si pone difronte alla realtà intera ed esterna,…e alle richieste inerenti il proprio ruolo professionale… ”

In questo modo la mia conduzione ha favorito la libera espressione dell’intervistato attraverso uno spazio di parola spontaneo ed emotigeno; il mio contributo è stato quello di creare un contenitore che permettesse un flusso di coscienza naturale e immediato.

Lo scopo ultimo di queste interviste, concesse dai relatori che si sentivano disponibili, è quello di poter condividere con tutto il pubblico virtuale, le emozioni, i ricordi e l’esperienza umana che il soccorritore, che interviene in una catastrofe, porta sul terreno e poi riporta con sé nel suo bagaglio esperienziale; avvicinare il pubblico al “soccorso” permette non soltanto al soccorritore di condividere portando arricchimento e consapevolezza a sé stesso, ma stimola anche il processo di resilienza delle vittime.

Quindi vi invito a guardare queste brevi interviste con la stessa apertura emotiva e mentale offerta dall’intervistato…

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