Addiction Disturbo o patologia?

Addictions Disturbo o patologia? - Comportamenti di dipendenza - Dott.ssa Lucia Caimmi

Sempre di più si parla di malesseri espressi con comportamenti di dipendenza come patologie.

Dopo il “viraggio” clinico del DSMV alla considerazione e valutazione di tutto quello che è comportamento diverso dalla norma, come deviante, quindi patologico, quindi medicalizzabile, ogni tratto personale esprimibile attraverso un’espressione originale, può ora essere cercato tra le patologie.

Sono d’accordo invece su una constatazione che i comportamenti di dipendenza da sostanze, vecchie e nuove (gioco, internet, shopping) non siano sempre e in tutti i casi delle patologie, ma molto più spesso sono dei disturbi, se non addirittura un adattamento, disfunzionale, ma sempre più comune e consueto rispetto al contesto sociale esterno globale.

Molto spesso il processo di identificazione ci fa cercare e trovare in un comportamento comune, o in una qualche definizione di un disturbo, DOC, DAP, DCA, Addicted, una nostra identità o favorisce l’idea di appartenere a quel tipo di persona, che fa, sente, dice quelle cose.

La persona con un malessere indefinito, cerca e trova, anche in un disturbo classificato e definito per altri, una propria identità, un riconoscimento di Sé, che viene favorito e sostenuto dalla costante e continuativa condivisione nei social media, dove il processo di imitazione è reso violento dal giudizio lapidario di Like/Unlike.

Capita quindi sempre più spesso che sofferenze indistinte, o anche marcate, siano per necessità definite o meglio clonate dalla persona stessa, dal mare magnum del web.

La persona cerca di capire se stesso, cerca aiuto, cerca una soluzione, e raccoglie, vaglia, condivide decine e decine di classificazioni, esperienze, poi finisce necessariamente con lo “scegliere”; solo che quando si tratta di comprare un paio di scarpe, un libro, un mobile, un gioco, ci arriva a casa una cosa; quando usiamo internet per capire noi stessi inesorabilmente compriamo un immagine falsa di noi, posticcia, anche soltanto perché non è la nostra.

Per recuperare o raggiungere un equilibrio psicologico e affettivo, l’incontro con uno specialista e la definizione di un trattamento deve necessariamente lasciare da parte tutto l’aspetto imitativo, aggressivo, di ricerca esterna e rivolgersi alle motivazioni più intime ed individuali per cui la persona ha è trovato ad esempio quell’adattamento comportamentale.

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