Miti da sfatare riguardo la terapia

Ci sono molti miti totalmente sbagliati da sfatare che frenano le persone dall’andare da un terapeuta, anche per una sola seduta, o dal fare quell’unica telefonata che ci metterebbe in contatto con la speranza di stare meglio.

Soltanto le persone pazze vanno in terapia.

La maggior parte delle persone attraversa nella propria vita dei momenti difficili, la terapia può aiutare a gestire meglio quelle situazioni. Ad esempio un fallimento lavorativo è una delle situazioni tipiche che portano le persone a parlare con un terapeuta.

Devo risolvere da solo i miei problemi.

Spesso quando si è malati, sofferenti, si comincia a sentire che il malessere sale e continua, a quel punto è necessario fare una scelta: vedere il dottore o aspettare che la malattia passi da sola naturalmente.

Molte volte, in particolare nelle questioni psicologiche ed emotive, per timore, per vergogna si aspetta, e con il passare del tempo alcuni sintomi possono decrescere, ma altre volte la sofferenza diviene debilitante e in casi estremi degenerativa.

La salute mentale segue alcune modalità definite, il malessere si esprime in sintomi, spesso questi sintomi sono anche fisici: problemi di relazione, ma anche mal di testa, cattivo umore, insonnia, mancanza di appetito, sfortunatamente i sintomi passano, ma il malessere non affrontato rimane dentro di noi, tornando fuori con gli stessi o con altri sintomi non appena dobbiamo confrontarci con qlche altra difficoltà emotiva.

E’ comunque la scelta più sana andare a parlare con un terapeuta prima che il problema sia ingestibile.

Ricordarsi che una precoce valutazione della situazione porta ad una risoluzione più veloce, e che equivale a meno tempo effettivamente trascorso in terapia . E ‘ molto più facile da trattare un problema nelle fasi iniziali.

Una volta iniziata la terapia continua a vita.

Alcune persone vengono in terapia per tre colloqui, altre per tre anni, ma una cosa è sicura: é la persona che determina la lunghezza della terapia, mai soltanto il terapeuta, solitamente assieme.

Alcune persone rimangono in terapia per molto tempo perché questo le fa sentire molto meglio, perché si verificano dei grandi cambiamenti positivi nelle loro vite prima molto sofferenti. 

Quello che è importante ricordare è che la terapia è una scelta.

Perché devo andare in terapia quando posso prendere semplicemente delle pillole?

Antidepressivi e cure contro l’ansia sono molto comuni e utili per governare le emozioni. Il lavoro sui due fronti però (medicine e psicoterapia) è la soluzione migliore, le prime alleviano i sintomi, la seconda aiuta sul lungo termine.

Ricorrere a cure farmacologiche per alleviare i sintomi fisici, è di aiuto per stabilire un clima interiore più sereno e ben disposto ad affrontare le stesse problematiche che hanno portato la persona a prenderle. 

Le sole terapie farmacologiche, sono adatte nel brevissimo periodo, dopo pochi mesi portano ad una sovra-medicalizzazione e a individui dipendenti e non capaci di gestire il proprio benessere emotivo.

Senza mai affrontare le vostre preoccupazioni, all’interruzione delle terapie farmacologiche tutti i sintomi ritorneranno.

Salvo casi molto gravi, in cui la farmacologia é indispensabile  a condurre una vita normale, la psicoterapia permette agli individui di interrompere la necessità di dipendere dalle loro medicine. 

La terapia ti fa provare colpa e vergogna.

Spesso il ritratto dei terapeuti fatto dalla stampa o dall’industria dell’intrattenimento (cinema, TV ad esempio) é romanzato o del tutto fuorviante, nel senso che viene usato, deformato, idealizzato o demonizzato per raccontare una storia, cioè per  intrattenere appunto, questione che ai nostri giorni é sempre più spesso declinata su toni negativi, se non apocalittici. 

Di certo i terapeuti che hanno anni, o meglio decenni, di formazione, di esperienza, e competenza, tengono ai loro pazienti, sono senza pregiudizi,  sono compassionevoli e comprensivi, il loro scopo primario é aiutarvi a  prendere da soli le vostre decisioni.

Il loro compito é starvi accanto nel ripercorrere i momenti dolorosi della vostra vita dove qlcosa non ha funzionato nel modo giusto, condividere con loro le vostre pene, vergogne, e sentimenti, ma  il loro scopo primario é aiutarvi a  prendere da soli le vostre decisioni, e stare bene dentro la vostra stessa vita, così come é.

Scavare il passato non sarà utile.

Andando a riportare alla memoria cose complicate e dolorose che avete vissuto nel passato, può, naturalmente, essere difficile

Farlo, assieme al terapeuta, vi permetterà di vedere questi eventi in un’ottica differente, questo di avere finalmente una comprensione chiara del perché gli eventi passati influenzano ancora oggi le vostre decisioni nel presente.

Soltanto le coppie sul punto di rottura vanno in terapia.

La maggior parte del lavoro che si fa in terapia di coppia riguarda misure preventive per aiutare gli individui a progredire e crescere insieme e con successo sul lungo periodo. 

Alcune coppie trovano molto utile avere un confronto regolare della relazione per garantire che tutto funzioni adeguatamente; le coppie felici vanno più di frequente e per pochi incontri in terapia, per affrontare piccoli problemi appena insorti, prima che i dissapori aumentino se non trattati.

La terapia di coppia rovinerà la nostra relazione.

Sono i pazienti gli unici a decidere, talvolta soltanto uno dei partner chiede un aiuto terapeutico, ma se entrambi i partner vogliono migliorare la loro relazione, il lavoro fatto alleggerirà comunque alcune delle problematiche che li avevano portati in terapia. 

Quando una coppia in crisi cerca il trattamento il terapeuta vede due possibili conclusioni: la coppia rimarrà assieme superando il conflitto che si è aperto, o i partner si lasceranno amichevolmente.

Lo studio del terapeuta è il luogo dove si può far emergere tutto quello che non ci si è dettoo detto nel modo sbagliato, in uno spazio sicuro e in un momento in cui entrambe le persone sono pronte ad affrontare tutti i problemi che li affliggono, siano conosciuti o sconosciuti.

Nella terapia di coppia il terapeuta sta dalla parte di chi si pone come vittima.

Questo è un fraintendimento comune ed è ovviamente falso. Ogni terapeuta comprende che niente accade per caso nella relazione, ogni partner gioca un ruolo nella problematica

Così ogni persona si lamenta dell’altra, ma il terpaeuta aiuta entrambi i partner a vedere come essi contribuiscono a questo problema E riconoscere che ogni persona non ha mai completamente torto o ragione

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